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Terra dei Fuochi, il bilancio del prefetto: roghi in calo del 14%

La strategia di controllo e repressione degli illeciti ambientali nella Terra dei Fuochi registra segnali di concreto miglioramento. Durante l’incontro pubblico tenutosi a Casalnuovo, nella cornice di Palazzo Salerno-Lancellotti, il prefetto di Napoli Michele Di Bari ha illustrato il bilancio ufficiale delle attività interforze relative ai primi nove mesi dell’anno.

I dati confermano un’intensificazione dei controlli sul territorio, evidenziando una riduzione dei roghi e un inasprimento delle sanzioni contro i circuiti produttivi illegali e gli sversamenti abusivi di rifiuti.

I dati chiave dei primi nove mesi: meno roghi e più repressione

Il report presentato a Casalnuovo traccia un bilancio dettagliato delle operazioni condotte da una rete sinergica che unisce forze di polizia, Esercito, polizia metropolitana e polizie locali, con il coordinamento della control room dei Carabinieri forestali.

Tra i dati più significativi emersi nel periodo gennaio-settembre spiccano:

  • Roghi in calo del 14%: Un decremento che testimonia l’efficacia del pattugliamento preventivo e dell’impiego di strumenti tecnologici come le fototrappole.
  • 491 aziende sequestrate o interdette: Il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a conferma della linea dura contro le attività artigianali e industriali operanti fuori dai circuiti regolari di smaltimento.
  • 60 arresti e quasi 1.200 persone denunciate: Un incremento esponenziale dei provvedimenti restrittivi e delle denunce, frutto di oltre 900 ispezioni mirate nei settori produttivi.
  • Controlli stradali imponenti: Circa 70.000 veicoli verificati, che hanno portato a 1.087 sequestri di mezzi e a 271 patenti ritirate, per un totale di 7 milioni di euro di sanzioni amministrative contestate.

Prevenzione, bonifiche e sinergia istituzionale

L’azione illustrata a Casalnuovo si sviluppa su un doppio binario operativo: da un lato la repressione immediata dei reati ambientali, dall’altro la bonifica strutturale delle aree compromesse. Sotto questo profilo, l’attività coordinata dal commissariato per le bonifiche guidato dal generale Giuseppe Vadalà — in stretta collaborazione con Arpac, Ispra e il prefetto Fabio Ciciliano — punta a risanare i siti storicamente degradati.

La risposta istituzionale, valutata positivamente anche dall’Unione Europea in relazione agli standard richiesti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, punta a colpire la filiera sommersa dei rifiuti. Un sistema che, come sottolineato dal prefetto Di Bari, si scontra ancora con la condotta di una minoranza che continua ad abbandonare materiali per strada, ignorando il danno arrecato alla collettività.

Il valore della legalità e la tutela del territorio

Garantire la tracciabilità dei flussi di materiale e la regolarità dello smaltimento rappresenta il presupposto fondamentale per la salvaguardia della salute pubblica e del territorio campano. L’impegno quotidiano profuso da operatori del settore e filiere certificate come Risam Ecologia si inserisce in questo contesto di rigore, affiancando le istituzioni nel promuovere una cultura d’impresa basata sulla trasparenza, sul rispetto delle regole e sulla tutela ambientale.

Domande Frequenti (FAQ)

Quali strumenti tecnologici vengono utilizzati per contrastare gli sversamenti?

Il dispositivo di controllo si avvale di una control room dedicata presso i Carabinieri forestali, che coordina il monitoraggio del territorio anche attraverso l’installazione di fototrappole per identificare e sanzionare chi abbandona illegalmente i rifiuti.

A quanto ammonta l’aumento delle denunce rispetto allo scorso anno?

Nei primi nove mesi dell’anno le persone denunciate sono state 1.193, registrando un incremento del 168% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre gli arresti sono cresciuti del 400%, toccando quota 60.

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